« Questo del protagonista di Dolcenera è un curioso tipo di solitudine. È la solitudine dell'innamorato, soprattutto se non corrisposto. Gli piglia una sorta di sogno paranoico, per cui cancella qualsiasi cosa possa frapporsi fra se stesso e l'oggetto del desiderio. È una storia parallela: da una parte c'è l'alluvione che ha sommerso Genova nel '70, dall'altra c'è questo matto innamorato che aspetta una donna. Ed è talmente avventato in questo suo sogno che ne rimuove addirittura l'assenza, perché lei, in effetti, non arriva. Lui è convinto di farci l'amore, ma lei è con l'acqua alla gola. Questo tipo di sogno, purtroppo, è molto simile a quello del tiranno, che cerca di rimuovere ogni ostacolo che si oppone all'esercizio del proprio potere assoluto. »
Eh eh.. qui ce ne sarebbe da scrivere e descrivere.. ma il Maestro lo fà bene da sè.. Mentore e compagno di vita, per me, uno dei più grandi poeti del 900..
Molti testi delle sue canzoni raccontano storie di emarginati, ribelli, prostitute e persone spesso ai margini della società, e sono state considerate da alcuni critici come vere e proprie poesie, tanto da essere inserite nelle antologie scolastiche.Era conosciuto anche come Faber, soprannome datogli dall'amico d'infanzia Paolo Villaggio e derivante dalla sua predilezione per i pastelli della Faber-Castell.
Il film da cui proviene il video è "l'odio", film di Kassovitz ormai abbastanza datato ma quanto mai attuale. Parla di quelle banlieu balzate alla cronaca qualche anno fa: cioè le periferie francesi (o per meglio dire ghetti) abite da immigrati e proletari i quali diedero vita a vere e proprie rivolte di fronte alla repressione poliziesca di stato.
Uno dei pianisti contemporanei da me preferito.. Ludovico Maria Enrico Einaudi (Torino, 23 novembre1955) Figlio dell'editore Giulio Einaudi e nipote di Luigi Einaudi, presidente della Repubblica dal 1948 al 1955, la sua carriera di musicista inizia nel jazz rock, entrando nel complesso torinese Venegoni & Co, con cui Einaudi incide due album pubblicati dalla Cramps: Rumore rosso e Sarabanda.
un'altra band che adoro.. I Cure Gruppo musicale post-punk inglese, i cui esordi risalgono al 1976, in piena esplosione new wave (in compagnia di gruppi come Joy Division, Bauhaus, Sisters of Mercy, Cocteau Twins, Siouxsie and the Banshees). La band, la cui formazione è variata più o meno regolarmente nel corso degli anni, comprendendo da un minimo di due fino ad un massimo di sei membri, ha raggiunto l'apice del successo tra la metà e la fine degli anni ottanta (soprattutto con i singoli Close to Me e Lullaby, tratti, rispettivamente, dai due album The Head on the Door del 1985 e Disintegration del 1989). Robert Smith, il cantante, chitarrista, autore dei testi e co-autore di quasi tutte le musiche, nonché fondatore del gruppo, è l'unico membro ad averne sempre fatto parte dagli esordi ad oggi. PARTICOLARITà: Robert Smith ha più volte rifiutato la definizione che gli veniva affibbiata di GOTHIK ROCK o DARKWAVE per il loro stile, apparentemente,evocativo e decadente.. « È tristissimo quando «goth» continua a venire appiccicato al nome «The Cure». Noi non siamo categorizzabili. Suppongo che all'epoca del nostro esordio fossimo post punk, ma complessivamente non è una definizione possibile. Come puoi descrivere una band che ha fatto uscire un album come Pornography e anche Greatest Hits, dove ogni canzone è stata nella Top Ten in tutto il mondo? Io suono solo la musica dei Cure, qualsiasi essa sia.»
Disintegration, come altri della discografia dei Cure, nasce dai sogni visionari di Robert Smith ed è uno degli album di maggior successo del gruppo.Musicalmente l'album si stacca, pur senza ripudiarle, dalle tipiche sonorità New wave o Dark Rock dei lavori precedenti, per la creazione di un sound decisamente innovativo e più maturo ottenuto combinando assieme riferimenti al rock psichedelico ed al migliore pop britannico. Questa evoluzione stilistica, seppur accennata negli album precedenti, trova totale compimento in quest'opera.
Oh, mi manca il bacio del tradimento Lo spudorato bacio della vanità Morbido e nero e vellutato Schiacciato contro il mio fianco E la bocca e gli occhi ed il cuore sanguinano tutti E gocciolano in crescenti rivoli di avidità Mentre poco a poco inizia il bisogno Di lasciar andare Il mio giocattolo
Oh, mi manca il bacio del tradimento Il bacio doloroso prima del pasto La puzza di un amore per una carne più giovane E il suono che fa Quando taglia in profondità Il reggersi sulle ginocchia La dipendenza dalle duplicità Mentre poco a poco inizia il bisogno Di lasciar andare Il mio giocattolo
Ma non ho mai detto che sarei rimasto fino alla fine Così ti lascio con i figli e sperando nella frequenza Gridando così nella speranza della segretezza Gridandomi ancora ed ancora ed ancora Ti lascio con fotografie Immagini di inganni Macchie sul tappeto e Macchie sulla scena Canzoni sulla felicità mormorate nei sogni Quando tutti e due sapevamo Come sarebbe stata la fine
E così tutto è tornato al punto di rompersi di nuovo Rompersi di nuovo come se fossi fatto di vetro Facendolo di nuovo alle mie spalle Trattenendo di nuovo il respiro per la paura del sonno Tenendolo di nuovo dietro la mia testa Un taglio profondo dentro al cuore dell'osso di nuovo Ancora ed ancora ed ancora E sta cadendo a pezzi di nuovo Di nuovo e di nuovo e di nuovo
Ora che so che sto andando in pezzi Tirerò fuori il mio cuore E lo darò in pasto a chiunque Stia piangendo per compassione Lacrime di coccodrillo per l'amore della folla E i tre auguri da ognuno Che cadono attraverso il cielo Attraverso il vetro del tetto Attraverso il palato della tua bocca Attraverso la bocca del tuo occhio Attraverso la cruna dell'ago È più facile per me avvicinarmi al Paradiso Che sentirmi completo di nuovo
Non ho mai detto che sarei rimasto fino alla fine Sapevo che ti avrei lasciata con i figli e tutto il resto Gridando così nella fossa della sincerità Gridandomi ancora ed ancora ed ancora Ti lascio con fotografie Immagini d'inganno Macchie sul tappeto e Macchie nei ricordi Canzoni sulla felicità mormorate nei sogni Quando tutti e due sapevamo Come la fine sia sempre
Gruppo musicale islandese nato il 4/12/1994, composto da Jónsi Birgisson, Ágúst Ævar Gunnarsson e Georg Hólm, al momento della creazione della band, appena diciasettenni.. La particolarità e l'originalità del gruppo è proprio nei testi, che in realtà non esistono, dato l'esclusivo utilizzo del vonlenska o hopelandic, una sorta di lingua artificiale inventata dal gruppo stesso. Questo brano, VAKA è preso dall'album chiamato anche Svigaplatan, cioè The brackets album(dal termine inglese per parentesi), ed è il terzo album, uscito nel 2002,che include otto canzoni senza titolo. Questo album è diviso in due parti: le prime quattro sono canzoni più "leggere e ottimistiche", mentre le ultime quattro sono più "rudi e malinconiche". Le due parti sono divise da 36 secondi di silenzio.
Tutte le canzoni di questo disco sono cantate nella lingua inventata hopelandic. http://www.sigur-ros.co.uk/
e che dire del re del jazz.. noto anche con il soprannome di Satchmo o Pops è nato a New Orleans, 4 agosto 1901 e passato ad energia pura a New York, 6 luglio 1971. Questo brevissimo scorcio biografico può far intuire quali siano i fiori che nascono da grandi dolori come i suoi e come la passione per l'arte può aiutare a superare la sofferenza;
Armstrong nacque in una famiglia povera a New Orleans ed era nipote di schiavi. Trascorse la sua infanzia in un sobborgo residenziale di New Orleans, conosciuto come "Back of Town". Suo padre, William Armstrong (1881-1922), abbandonò la famiglia mentre Louis era ancora neonato e se ne andò con un'altra donna. Sua madre, Mayann Armstrong (1886-1942), lasciò così Louis e la sorella Beatrice Armstrong Collins (1903-1987) alla nonna, Josephine Armstrong, e a volte allo zio Isaac. A cinque anni tornò a vivere con la madre e i suoi parenti, e rivide il padre solo in poche circostanze. Frequentò la Fisk School per ragazzi. Portava a casa pochi soldi raccogliendo carta e trovando resti di cibo che vendeva a vari ristoranti ma ciò non era abbastanza per allontanare la madre dalla prostituzione. Armstrong crebbe nel fondo della scala sociale, in una città molto segregata ma anche appassionata del tipo di musica che ai tempi veniva chiamato “ragtime” e non ancora “jazz”. Pur avendo avuto una dura gioventù, (finì in riformatorio giovanissimo), Armstrong non considerava quegli anni come negativi e ne trasse ispirazione. In un'intervista Louis disse: “Ogni volta che chiudo i miei occhi per soffiare sulla mia tromba, guardo nel cuore della buona vecchia New Orleans... Mi ha dato qualcosa per cui vivere.” Dopo essere stato espulso dalla Fisk School a undici anni, Armstrong si unì a un quartetto di ragazzi che avevano una vita simile alla sua e cantò insieme a loro per le strade per avere dei soldi..
La colonna sonora di questo video è presa in parte da un pezzo del pianista Ludovico Einaudi,cliccando sul titolo del post si può ascoltare il brano per intero.